Il paese è paese d'autunno

Il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre, ma nell'avere nuovi occhi”. Questa frase è attribuita allo scrittore francese Marcel Proust ed in questo press tour Elle Viaggi ne fa il filo che unisce il suo itinerario. I nuovi occhi sono quelli di “Elle”, sono gli occhi di “lei”, e con questa visione si vuole realizzare un viaggio con nuovi occhi, quelli delle donne. 

“Il paese è paese d’autunno”, è il titolo di un nostro viaggio in Basilicata e nasce proprio da questo punto di osservazione: dall’autrice del romanzo “Il paese è paese d’inverno” nel quale Maria Padula, pittrice e scrittrice lucana, racconta già negli anni ’80 di come l’atmosfera dei paesi si caricasse di autenticità proprio nei mesi di principale freddo. 

Una diversificazione “stagionale” ovviamente frutto di esigenza turistica che però tende ad avvalorare l’esperienza di visita ad una Basilicata che subito dopo l’estate offre il meglio di sé, della sua storia, del suo paesaggio, della sua identità. 

Un’identità che ElleViaggi in questo tour vuole che sia “donna” e per questo ha combinato una serie di elementi caratterizzanti che possano dare una filosofia all’esperienza che si tende ad offrire. 

Due elementi su cui riflettere: il primo è “un punto di vista diverso” che fa affidamento sulla capacità dell’occhio femminile di scorgere elementi insoliti in un itinerario che si compone di vari luoghi “non comuni”, quelli a volte considerati marginali in una Italia ricchissima di destinazioni poco conosciute ed in attesa di essere scoperte. Il secondo elemento è anche una attenzione ad un target “decisore”, considerando la donna come elemento perno di un processo che definisce ed organizza il viaggio di una coppia, di una famiglia, a volte di un gruppo.

Inoltre altro tema fondamentale del viaggio è stata una nuova lettura del territorio anche attraverso l’innovazione intesa come innovazione culturale, sociale ma anche tecnologica legata al nuovo progetto dell’Agenzia ElleViaggi di divulgazione del patrimonio storico culturale di Tursi attraverso un Visual Novel Game: Toursikon.

Un viaggio quindi per donne, ma non solo, alla scoperta di luoghi donne, di luoghi di donne e donne.

Dal punto di vista dell’itinerario è nostra convinzione che la “madre” del turismo lucano (Mater) è Matera.
Altri luoghi saranno simbolo del racconto al femminile, come ad esempio Valsinni con Isabella Morra e la sua particolare vicenda, raccontata dalla comunità locale che ne custodisce la storia e ne gestisce i luoghi. Allo stesso modo, si attraverserà l’abitato di Montemurro in Val d’Agri, dipinto da Maria Padula in numerosi suoi quadri, visitando sia la casa natale della pittrice, la Scuola del
Graffito fondata da marito Giuseppe Antonello Leone, la Fondazione Leonardo Sinisgalli.
Sono i luoghi dell’arte che in Italia vengono considerati “minori” solo perché competono con un grande patrimonio da valorizzare ed è per questo che ci si avvarrà di un punto di osservazione più “vicino”, che potrà raccontare la scoperta di luoghi “sensazionali”, proprio per le forti sensazioni che trasmetteranno.
Alla storia, arte e letteratura si unisce il futuro, rappresentato dalle professioni sempre al femminile, che operano nel mondo del turismo. E’ il caso della giovanissima produttrice di vino DOC, della chef, della proprietaria del B&B di charme nel borgo, della wedding planner.
Partiamo da quest’ultima, che incontreremo a Maratea, proprio per passare alle città al femminile!
Sono quelle città che, appunto come la “perla del Tirreno” o “Dea del mare”, si caratterizzano per un’immagine che ne evoca l’identità. Saremo a Rotondella (la terrazza sullo Ionio) e saremo a Pietrapertosa, borgo tra i più belli d’Italia alla cui guida c’è una sindaca che sta lavorando a diffondere l’offerta unica di questa località.
Ed alla chef e produttrice di vino verrà offerto lo spazio per raccontare “le prodotte” della Basilicata, in particolare “la rossa di rotonda” (la particolarissima melanzana), e “la Lucanica”, anche per affiancare ai prodotti più noti elementi particolari della nostra tradizione enogastronomica.
E poi un focus importante sull’innovazione e le nuove modalità di fruizione turistica che, anche in questo caso vedono protagoniste donne. E’ la volta infatti di Tursi, dove la carovana farà tappa per conoscere la cittadina attraverso il protagonismo di una imprenditrice esperta della promozione turistica che si è affidata al gaming per promuovere il suo territorio. E’ il caso di Toursikon, il gioco realizzato da Elleviaggi e che in quei giorni sarà lanciato e presentato pubblicamente. La protagonista, Sophie, è una studentessa Erasmus che sta seguendo alcuni corsi all’Università della Basilicata.
E ovviamente, ci si sposterà con un mezzo sostenibile, una “macchina narrante” guidata da una autista donna!


mestieri che resistono

Mestieri che resistono in Basilicata

di Isa Grassano

L'arte della terracotta

Spostandoci a Matera si può scoprire il mondo del "Maestro Artigiano" Mario Daddiego. Entrare nel suo laboratorio - Il Bottegaccio - nel cuore dei rioni pietrosi, sotto la chiesa della Madonna dell'Idris, è come aprire uno scrigno di meraviglie. Una tradizione di famiglia: era bambino e Mario anziché impilare le costruzioni si divertiva a inserire l'argilla negli stampini, mentre giocava nei laboratori dei suoi parenti.

«Usavo il fondo nero per decorare ma poi finiva che mi sporcavo tutto e quindi i miei zii mi facevano smettere. Però ero un attento osservatore e un mestiere s'impara anche dallo sguardo, anche dal confronto con gli altri artisti che passavano in bottega, da Luigi Guerricchio a Ugo Annona, da Ho-Kan a Gustavo Gastone Torini». 

Da allora nulla è cambiato, anzi ha mantenuto quell'entusiasmo di bambino quando ai turisti spiega cosa è un timbro del pane o la pupa colorata in terracotta, per la quale ha ottenuto il riconoscimento del "diritto d'autore". In origine la bambola era fatta in caciocavallo, in formaggio, ed era venduta nei giorni di festa, e usata, di solito, per lo svezzamento dei bimbi. Oggi sono tutte differenti nei colori e vengono utilizzate le tonalità del costume tipico "arbereshe", le etnie albanesi passate dalle nostre parti a fine Quattrocento. E ancora il cuccù risalente al periodo magno-greco del quarto secolo avanti Cristo, importato dagli Achei. Unica forma, il gallo, il simbolo che apparteneva alla Dea Demetra, Dea della fertilità e della abbondanza. Una volta si chiamava "scacciaguai", ora si dice portafortuna, e quelli di dimensioni piccole venivano appesi sulle culle dei neonati come protezione.

Talvolta si può vedere Mario mentre, con movimenti sicuri, maneggia la carta, la plasma, e, strato dopo strato, prendono forma personaggi sacri, parti di fregi o di ornamenti, o i putti, ovvero gli angioletti. Il suo è un lavoro certosino di precisione. Daddiego realizza anche presepi in cartapesta, che sono uno spaccato dei Sassi e della civiltà contadina, con gli interni curati in ogni minuzioso dettaglio. Le case si sovrappongono una sull'altra, mentre le scale e le direttive convergono in un unico punto che è la Natività.

«Uno scenario dove calcolo l'uso della luce e le prospettive, come se fosse una quinta scenografica».

Tra i personaggi non manca mai l'uomo che trascina il mulo che si impunta e non vuole affrontare le salite o la vecchietta in lutto, vestita tutta di nero, una figura classica della nostra Basilicata.


Tolve

Tolve

di Carla Disperati

«Il discorso cadde così sui santuari e sui santi, e sul San Rocco di Tolve, un Santo di cui io stesso ho potuto conoscere, per prove e favori personali, la particolare virtù. Tolve è un villaggio vicino a Potenza, e c’era stato in quei giorni un pellegrinaggio, come tutti gli anni, al principio di agosto. Uomini, donne e bambini vi concorrono da tutte le province circostanti, a piedi, o sugli asini camminando il giorno e la notte. San Rocco li aspetta, librato nell’aria, sopra la Chiesa. “Tolve è mia, e io la proteggo” dice San Rocco nella stampa popolare che lo rappresenta, vestito di marrone con la sua aureola d’oro, nel cielo azzurro del paese».

Cristo si è fermato a Eboli - Carlo Levi

Antico borgo, paesino ameno, autentico e incontaminato. Una piccola comunità contadina, ancora molto legata alle tradizioni, al suo territorio.

Situato nel territorio dell’Alto Bradano, è circondata da incantevoli boschi, dove la natura fa ancora da padrona. È normale avvistare volpi, ricci, lupi e cinghiali.

Avvicinandosi al centro abitato il paesaggio è dominato dalla collina di Tolve circondata dalle diverse coltivazioni che rendono agli occhi colori diversi in ogni stagione e intensi profumi che rallegrano l’olfatto e l’anima.

È senza dubbio il luogo ideale per riconnettersi con sé stessi e la natura, trovando i sapori, gli usi e le tradizioni locali.
Abbiamo ancora l’abitudine di tenere le porte aperte, i bambini giocano per strada, tutti si conoscono e niente sfugge!

L’antico borgo sorge su una collina, la Chiesa Madre domina dall’alto tutta la città, scendendo tra i vicoli passiamo per le antiche porte della città, gli archi, i campanili e le piazzette con gli antichi fontanili. È anche santuario dedicato al Santo Patrono, San Rocco, festeggiato il 16 agosto e 16 settembre.

Uno sguardo particolare va alla zona delle antiche grotte, scavate nella costa della collina e custodia gelosa dei segreti di vinificazione e produzione di insaccati locali.

Ti aspettiamo a Tolve!


regione Basilicata mille scenari

Una regione mille scenari

di Angela Milici

La Basilicata ha rappresentato da sempre un luogo di attraversamento, di scambi e contaminazioni culturali. È una terra generosa, aspra e allo stesso tempo armonica. A volte è sabbia e ghiaia, a tratti è roccia tenera e porosa o pietra dura, collina sinuosa o morbida pianura. A tratti è argilla graffiata da cespugli, a tratti assolata e silenziosa distesa di grano in cui ti accompagna il planare di un nibbio reale, lo zirlio dei grilli o il frinire delle cicale.

Ci sono luoghi in Basilicata in cui tutto è perfetto e luoghi che non finiscono mai dove il tempo sembra scorrere più lento per lasciare il tempo di cogliere tutta la misura della sua bellezza.

La Basilicata è una vertigine che parla ai sensi, li sfiora, li tocca con i suoi mille suoni, odori e colori. È una piacevole seduzione.
È la terra che non ti aspetti, che ti accoglie come custode di valori culturali diversi e preziosi che toccano le corde dell'anima e non lasciano mai, nessuno, indifferente.